SIGNORI ARTE

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Leonin

OPERE DI CARLO LEONE GALLO

13 novembre 31 dicembre 2020

 

CARLO LEONE GALLO (Cairo Montenotte, 20 febbraio 1875- 13 gennaio 1960) frequentò da giovanissimo lo studio di Lazzaro De Maestri (pittore, Savona 1840- 1910) Il quale lo aiutò ad entrare all'accademia Albertina di Torino. Nel 1898 espose alla Quadriennale di Torino, nel 1905 a Brera, Milano, e in seguito fu invitato in varie mostre, personali e collettive in tutta italia. Notevole fu la produzione di ritratti che dipinse su commissione per famiglie italiane emigrate nell'America del Sud. Incarnò lo stereotipo dell'artista di provincia, isolato, che rifugge le luci della ribalta e la vita delle rassegne nazionali e internazionali che dagli anni '50, grazie ad Albissola, investirono la provincia di Savona. Sue opere sono esposte in collezzioni pubbliche e private sia in Europa che nelle Americhe.


Colori su tavola che furono

Ho avuto il piacere di acquisire queste nove opere su tavola dagli eredi del committente, che incaricò l'artista tra il 1941 e il 1948 di dipingergli una serie di vedute su Savona e provincia.
Le opere sono contraddistinte da una pittura attenta alla natura, che attraverso il colore e la luce comunica fascino e suggestione. Cavalletto a tracolla e pennelli lisi nella sacca, Leonin parte per dipingere an plan air ciò che lo circonda. Le sue opere, poesie realizzate col pennello, suscitano molte sensazioni in chi si sofferma ad osservarle.
Se socchiudo gli occhi immagino quel vecchietto (ritto sull'attenti come lo ritrasse Peluzzi) dai malinconici occhi azzurri nel suo piccolo studio, vicino ad una vecchia stufa a legno, a rifinire le opere precedentemente imbastite al chiaro di una fioca luce gialla. E in un attimo sono immerso in un'altra dimensione, fatta di piccole case e piccole persone che abitavano un mondo a noi ormai sconosciuto.

 

Alessandro Signori

 
 
Xàtta di Saba Telli
 
Molti non sanno che il nonno materno di Antonio Sabatelli era Piccone Antonio, proprietario della omonima fabbrica sita in Albisola Capo, in via Colombo.
La loro è una famiglia di artigiani; a inizio '900 i Piccone contribuirono con le loro stoviglie a riempire le stive dei velieri e dei vagoni delle carrozze ferroviarie come testimoniano le bellissime cartoline dell'epoca, per raggiungere il nuovo mercato.
Antonio comincia sin da bambino a creare, giocare, sperimentare con materiali e tecniche prima nell'attività del nonno, poi nelle fabbriche limitrofe come Mazzotti e, in particolar modo il Bianco. Qui, come ricordava Emanuele Luzzati “verso i 14 anni dopo che il padre lo rimproverava poiché studiava solo quello che lo interessava si rifugiava a lavorare la ceramica, imparando i trucchi del mestiere..”
Tutte queste esperienze lo porteranno negli anni a creare ceramiche meravigliose.
La mia attenzione è stata subito catturata da questa raccolta che non ho potuto fare a meno di acquisire.
Si tratta di terrine decorate con incisioni, smalti e ossidi che raffigurano un uomo e una donna, quali potrebbero essere Adamo ed Eva. Essa è una serie di opere destinate ad un fortunato committente, il quale, tuttavia, non è riuscito a distribuire, essendo rimaste per quaranta anni chiuse in una scatola. Che Antonio ci abbia messo lo zampino?

Arte moltiplicata:

EMILIO SCANAVINO, ceramiche.

 

Emilio Scanavino (Genova, 28.2.1922 – Milano, 28.11.1986), uno dei più interessanti artisti europei del ‘900, nelle fasi della sua ricerca percorse diverse possibilità comunicative; tra queste privilegiato fu il suo ricorso alla ceramica - non marginale rispetto alla pittura – scelta "figlia" del legame con i luoghi d’origine e della necessità del fare manuale. Difatti, prima di aprire a Calice Ligure (1963), uno studio-laboratorio completo di forno, aveva già iniziato un rapporto con Albissola: nel 1952 una collaborazione con le Ceramiche Mazzotti, dove strinse amicizia anche con Fontana, Jorn, Corneille, Matta, Capogrossi, Baj, Dangelo, Crippa, Dova, Fabbri, Sassu e Lam; Portò quest’ultimo, nel 1954, a invitarlo al primo degli Incontri Internazionali della Ceramica. Negli anni successivi Scanavino collaborò ancora con Bianco d’Albisola alla fornace di Pozzo Garitta e con Eliseo Salino alla San Giorgio.

Le ceramiche ora in mostra nel mio spazio espositivo rispecchiano quanto detto più sopra; questi "multipli" - che siano vasi, piatti o formelle – non danno soltanto prova della accuratissima tecnica realizzativa da parte dell’Artista, ma soprattutto la capacità che ha dimostrato nel trasferire e far vivere il linguaggio proprio della sua inquietudine esistenziale sulle superfici volumetriche dei manufatti, dove filamenti, tramature, segni, nodi e quant’altro attinto dal suo formulario simbolico-mentale fanno emergere l’attualità e la tormentata poetica del "gesto" che si fa protagonista anche sul tridimensionale, tra vuoti e presenze suggestive.

Alessandro Signori

Carlos Carlè (1928-2015)

 

Artista argentino membro del gruppo avanguardista ARTESANOS giunge in Italia nei primi anni sessanta iniziando a lavorare a Vietri sul Mare. Dopo aver girato l'Europa, perfeziona la tecnica per realizzare le sue opere in grès. Nell'estate del 1966 arriva ad Albissola dove stringe subito amicizia con Wilfredo Lam e altri grandi maestri contemporanei.

A partire dagli anni ‘70 ha un intenso periodo di esposizioni (numerosi sono anche i premi personali ricevuti, nazionali ed internazionali), dividendosi tra le capitali dell'arte come Vallauris, Faenza, Albissola, Buenos Aires, Dusseldorf, Barcellona, Saga.

LUCIO FONTANA

Opere grafiche

 

Lucio Fontana (1899-1968) è riconosciuto, a livello Internazionale, tra i maggiori artisti del XX secolo. In occasione degli avvenimenti che Albissola gli dedica nel cinquantesimo anniversario della sua morte, ho deciso di omaggiare questo indiscusso Maestro con una mostra di opere grafiche.

I multipli selezionati - incisioni, acqueforti, litografie e serigrafie – esemplificano un’espressione tematica di grande qualità.

Si cimentò rare volte in tali creazioni, pensandole e curandole in tal modo da far loro rappresentare il suo formidabile linguaggio, con gli esiti straordinari che le opere esposte – cercate e volute con l’amore di chi prima di essere mercante d’arte è appassionato collezionista– confermano.

#LUIGICALDANZANO

dal 15/06 al 14/07

Il titolo è insolito ma # l'hashtag è il mezzo odierno più diretto per stabilire le connessioni fra immagini e concetti, rendendoli facilmente condivisibili su internet.

Sarà la prima esposizione di una serie che avrà come protagonisti numerosi artisti che hanno lavorato nel territorio di Albissola e di Savona negli ultimi sessant'anni.

 

Luigi Caldanzano (1921-2008)

Pittore del colore, attivo ad Albissola nei decenni che cambiarono il mondo dell'arte, si muove attraverso il secondo futurismo e la vignetta umoristica.

Egli percorse la vita in modo gioioso, come traspare dalle sue opere, raccontando tutto ciò che gli accadeva attorno, mantenendo sempre la sua proverbiale vena ironica.

COLORE SEGNO MATERIA 

 

 

Albissola, città d’arte per eccellenza, quale trait d’union per cinque pittori che anche sul Mar Ligure condivisero il loro fare in simultanea compresenza, pur con esperienze variegate e senza contaminazione fra linguaggi: Angelo Cagnone, Ansgar Elde, Mario Rossello, Antonio Sabatelli e Emilio Scanavino . La mostra organizzata da Alessandro Signori vuole analizzare, attraverso importanti lavori, la loro ricerca di confronto se non di critica davanti a fatti e avvenimenti - in un periodo di grande fermento - dagli esiti, pur assolutamente dissimili, paralleli. A partire dagli anni ’50 infatti cambiarono in Italia meccanismi rigorosamente consolidati: la perdita di alcune certezze frantumò la ricerca artistica in correnti diversificate anche rispetto ad ambiti di analisi condivisi. Gli schemi tradizionali vennero superati, cambiarono non solo le forme ma anche le modalità di realizzazione dei lavori, per assumere connotazioni diverse: l’espressionismo informale di Elde, l'astrattismo giovanile di Rossello, il provocatorio onirismo di Sabatelli, il quotidiano surreale di Cagnone e l'estetismo intimista di Scanavino oggi, come allora, convivono e convincono.

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